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IL VENETO, LA VITA
Ho passato una giornata in Veneto. E' stato un viaggio breve, ma intenso, di colori e di sapori. Era una splendida giornata di inverno mite, senza nebbia, con il cielo, la sera, reso frizzante dall'aria che scendeva dall'altopiano di Asiago. Sono stato a Verona, dove ho pranzato con il mio amico Alberto Malesani, discorrendo di calcio e d'altro all'Oste Scuro, in vicolo San Silvestro. Compagnia piacevole, che zigzagava tra il baccalà mantecato con polenta, gli spaghetti con le acciughe e i capperi e l'insalata di gamberoni reali. Da lì sono passato a Bassano del Grappa dagli amici del Comune dei Giovani. Ho passeggiato sul celebre Ponte degli Alpini o Ponte Vecchio. Alle due estremità stanno due mescite di grappa. Sono tornato nello splendido retiro della famiglia Baggio, in via Roma, (vedi La cantina dell'umanità) a godere della compagnia di Toni e Sandro e della loro famiglia e degli amici Francesco, Andrea, Alberto e Antonio. Compagnia innaffiata da ottimo prosecco, appesantita da lardo, prosciutto dolcissimo e fichi sott'olio del Cilento. Nella taverna della famiglia Scalco la serata se n'è andata, parlando del sogno diventato reale di don Didimo Mantiero, tra zuppa di zucca e arrosto con patate. Grappa in minima quantità, purtroppo, prima di tornare a casa. Convinto che la vita sia questa, sia amicizia, umanità, cibo. Del corpo e dello spirito.
15 Dicembre 2004 |