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MAC NON E' FAST


No, non sono impazzito. Non vi sto consigliando di andare a mangiare da McDonalds, però, più della globalizzazione a colpi di hamburger, mi danno fastidio i luoghi comuni. Ho letto recentemente un articolo infarcito delle solite banalità e mi sento di dire qualcosa. Lo confesso: ho mangiato da Mac, più volte e in diverse parti del mondo. Se trovo di meglio non ci vado, ma è successo che non trovassi nulla o che quel giorno mi piacesse l'idea dell'hamburger con le patatine, oppure volessi sfidare il mio organismo. Ho preso i miei generi alimentari, mi sono trovato un posto e ho pranzato. Nessuno mi ha sbattuto fuori, nessuno mi ha fatto fretta. Sono rimasto tutto il tempo che ho voluto. Una volta ho organizzato da Mac il compleanno congiunto delle mie figlie. Ho pagato e loro sono stati bravi. Hanno preparato la torta, i giochi, i festoni. Le mie figlie sono sopravvissute e pure le loro amichette. Per mio figlio Mac rappresenta l'avventura più emozionante. Il regalo dell'Happy Meal e i bocconcini di pollo con il ketchup per lui sono il massimo. Spero che crescendo si entusiasmi per il formaggio di fossa, l'agnello sambucano, l'aragosta della Tasmania (che nostalgia), il Dom Perignon del '70. Però ora si esalta con Mac, specialmente se ci sono le palle colorate e può togliersi le scarpe e annegarci dentro. In mezzo alle palle hanno nuotato tutti e tre i miei figli. Sostanzialmente Mac è un'idea della democrazia americana. Non vi piace, non ci entrate. Non vi obbliga nessuno. Però se ci fate un giro scoprirete che fanno anche i tost come in un qualsiasi bar, ci sono le insalate E poi, i panini o la pizza che ingurgitate quando fate i turisti a Venezia, Roma, Parigi o Vienna non sono molto meglio. Insomma, questo tiro al bersaglio mi sembra un po' esagerato. E sa di stantio, di vecchio, di solito. Si sfornano articoli "contro" come se fossero cheeseburger.

5 Novembre 2005




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