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SPIRITO OLIMPICO
C'è la possibilità di essere migliori. A Torino, per quindici giorni, sembrava di vivere in un altro Paese. Traffico scorrevole, clima salubre malgrado l'ultimo rimasuglio d'inverno, gente disponibile, strade pulite (in tutti i sensi, d'immondizia umana e materiale), ristoranti aperti fino a tardi, politica in soffitta. Si è vista un'Italia che produce, che si sacrifica, che ottiene risultati, un'Italia solidale (basta vedere le Paralimpiadi). Un'Italia professionale, seria nella ricerva del successo, scanzonata nel modo di viverlo. C'è un'Italia così e quando l'Olimpiade è finita e, come ha scritto Massimo Gramellini sulla Stampa, una delle piazze più belle di Torino, dove si girava fino a notte fonda durante l'Olimpiade, è tornata ad essere occupata dall'immondizia (umana e materiale), ecco, ci si chiede perchè, si viene assaliti dal magone. Perchè non è possibile esportare lo spirito olimpico oltre i quindici-diciassette giorni canonici? Perchè siamo di nuovo qua, con le solite facce, con i soliti noti, con la solita malinconia, a guardarci in cagnesco, a mettere in piedi tutti i distinguo del mondo? Eppure siamo sempre noi. Su, qualcuno me lo spieghi.
13 Marzo 2006 |