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INTERCETTAZIONI


Lo confesso: questa via italiana alla pulizia morale via intercettazione indiscriminata non riesce a entusiasmarmi. Lo confesso: questo Paese pieno di antenne, auricolari, apparecchi acustici, orecchie tese a carpire frasi, mezze frasi, verità ma soprattutto mezze verità, non riesce a catturare la mia emozione. Vorrei che la gente venisse acchiappata per fatti concreti, che pagasse per quello che ha fatto e non esposta al pubblico ludibrio per quello che ha detto o non ha detto al telefono. Soprattutto non mi piacciono le intercettazioni a orologeria o, addirittura, quelle tagliate. Non so, ma in uno stato di diritto se un'intercettazione è priva di valore penale dovrebbe essere archiviata. Certo, siamo tutti contenti che sia stato svelato questo intreccio di potenti del calcio che governano il mondo del pallone dando ordini ai sottoposti e rimproverando chi non è stato al gioco. Del resto non era molto diverso da quello che immaginavamo. Certo, vedere i potenti messi alla berlina, imbarazzati (non si sa per quanto) è sempre entusiasmante, ma ricordiamoci che domani, magari, per una mezza frase sbagliata, per un nome non capito, nei guai ci potremmo finire noi. Anzi, a questo proposito voglio autodenunciarmi. Un anno fa, una settimana prima di Genoa-Venezia ho chiamato il mio amico addetto stampa del Genoa e gli ho chiesto: "L'abbiamo comprata la partita?". Chissà perchè non sono finito nel brogliaccio della questura.
Mah. Non so, ma tutta questa vicenda, a me, vecchio garantista, lascia un forte senso di vertigine.
4 Maggio 2006




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