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SVIZZERA, GERMANIA E ALTRI VUOTI A PERDERE


No, non è una botta di patriottismo o di chauvinismo, è solo un po' di sano realismo. Quello che spesso ci manca. Noi italiani teniamo, dai tempi di Metternich (botta di sapere enciclopedico) un atteggiamento un po' troppo condiscendente (per non dire peggio) nei confronti degli stranieri. Qualsiasi cosa dicono, qualsiasi cosa fanno, va tutto bene. Anche loro, però, sono esseri umani, anche loro fanno cose buone e cose cattive. Non si tratta della razza, si tratta dell'umanità. E' così. Per cui i rilievi, come loro li fanno a noi (urca se ce li fanno), noi dovremmo ricambiarli, senza sentirci inferiori che si ribellano alla loro condizione o superiori che vogliono affermare la loro superiorità.
Pe cui agli svizzeri vorrei dire che ho tagliato il loro paese (come un gruviera) in auto per venire in Germania e mentre risalivo tra cantieri, deviazioni, tangenziali inesistenti e lentezze autostradali, rivalutavo la tanto vituperata Salerno-Reggio. E ai tedeschi vorrei dire che ci vorrebbe un po' più di duttilità, qualche granello in più di elasticità. E poi che anche qua, come accade ovunque, la coerenza è un bene relativo. Ogni città è repubblica a sé, in ogni stadio ti chiedono cose che in un altro non ti chiedono.
Il Mondiale, tutto sommato, non è organizzato male, ma, a dimostrazione che errare è umano, i disservizi ci sono anche qua. Niente di più. Non è una lezione dall'alto, è solo realismo. Se imparassimo a usarlo nei nostri rapporti, vivremmo tutti molto meglio.
16 Giugno 2006




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