Roberto Perrone Roberto Perrone
Login/Registrati
email
password   
Ricorda questi valori [Aiuto]

Home page
Pagina principale
La settimana
Un giudizio sui fatti della settimana
Non neghiamoci nulla
Un Ristorante, un piatto...
Pan per focaccia
Scrivi a Roberto
Specialità
Articoli scelti
I Libri
I libri!
Link
Siti amici
Appuntamenti
Roberto in TV e dal vivo
Contatti
Contatta Roberto

Spedisci questo articolo

Tutti gli articoli della sezione

Gli Ultimi 20 articoli
I SILENZI E LE SCOPERTE
7 Maggio 2010
 
APPUNTAMENTI PER LA BALLATA
26 Novembre 2009
 
APPUNTAMENTI PER LA BALLATA
26 Novembre 2009
 
RICORDI
14 Ottobre 2009
 
ADDIO CANDIDO
22 Febbraio 2009
 
IL RAZZISMO POLITICAMENTE CORRETTO
9 Dicembre 2008
 
NON E' UN PAESE DI VECCHI
13 Novembre 2008
 
NEL NOSTRO PICCOLO
19 Ottobre 2008
 
BUON COMPLEANNO E GRAZIE CECILIA
13 Aprile 2008
 
BUON ANNO
3 Gennaio 2008
 
TICKET
2 Ottobre 2007
 
BLOG
27 Settembre 2007
 
WALKABOUT
12 Aprile 2007
 
UN ALTRO NATALE
19 Dicembre 2006
 
ONDA SU ONDA
26 Ottobre 2006
 
ADDIO GIACINTO
5 Settembre 2006
 
SVIZZERA, GERMANIA E ALTRI VUOTI A PERDERE
16 Giugno 2006
 
INTERCETTAZIONI
4 Maggio 2006
 
INTERCETTAZIONI
4 Maggio 2006
 
SPIRITO OLIMPICO
13 Marzo 2006
 

TI VOGLIO BENE GIANLUCA


Gianluca Pessotto sta lottando per la sua vita in un ospedale torinese. Prego per lui, per la sua famiglia. Gianluca Pessotto è un uomo speciale. Anche se la paura e il peso dell'esistenza lo hanno ghermito, al punto di fargli fare un volo giù da un tetto, anche se ha cercato di uccidersi, resta una persona speciale, un uomo eccezionale. E' l'unico giocatore della Juventus di cui possiedo il numero di telefono insieme con Gigi Buffon. Non potrebbero essere due personaggi più antitetici, ma ora che ci penso c'è una grande terreno fertile di umanità che li unisce. Gianluca era (nel senso che aveva ufficialmente smesso) uno dei giocatori che avrei sempre preso nelle mie squadre. Piaceva a tutti gli allenatori perchè si allenava con serietà, giocava con impegno e con coraggio. Era uno dei rigoristi designati quando non si riuscivano a risolvere le partite giocando. Lui prendeva la palla, andava sul discheto e segnava. Campioni titolati, spesso, arrivati a questo punto, si eclissano, timorosi dell'errore. Puoi (ritorno al presente) parlare con lui di calcio e pure di letteratura, di sentimenti e di quello che succede nel mondo. Non so spiegare perchè abbia fatto quello che ha fatto, ma so che uomo è. Questo nessun gesto potrà cambiarlo: gli voglio bene. Spero che viva, che torni ad essere felice, che si goda la sua famiglia, che cominci questa nuova avventura con la Juve.
Ti voglio bene, Gianluca. Altro non so dirti.
28 Giugno 2006




© 2010 Roberto Perrone

webmaster@robertoperrone.it