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WALKABOUT


Ogni tanto guardo con sgomento questo sito e mi accorgo che i miei aggiornamenti sono sempre più rari e cominciano tutti allo stesso modo, con la cenere del reprobo sparsa sul mio capo e la promessa coccodrillesca di essere più bravo. In realtà non lo sono e non lo diventerò. Va bene così. Le cose da fare sono tante e qui la vita va avanti: a volte mi sembra di aver perso il conto di quello che sono e di dove vado. Voglio solo dirvi che mi sento molto australiano in questo momento, in pieno “walkabout”, quel modo di vivere andando a zonzo nell’outback, cioè la stragrande maggioranza dell’Australia, fuori dalle grandi città sulla costa, lo spazio aperto e sconfinato di quella grande isola. È un modo di prendere la vita con leggerezza, con calma, lasciandosi portare dalla corrente, ragionando perifericamente su quello che accade. Forse è un modo poco responsabile e a qualcuno non piacerà, ma, tornato da laggiù, al termine di un lungo viaggio, l’Italia mi sembra sempre di più urlata, accatastata, priva di valori. E se laggiù ne hanno pochi, bisogna pensare che si tratta di un paese giovane, di poco più di duecento anni. Un paese che ha un’identità sparsa, variegata. Noi, invece, abbiamo una storia, un passato, qualcosa di comune, per quanto lontano. Eppure sembriamo più giovani e sperduti di loro. Eppure abbiamo perso tutto.
12 Aprile 2007




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