Roberto Perrone Roberto Perrone
Login/Registrati
email
password   
Ricorda questi valori [Aiuto]

Home page
Pagina principale
La settimana
Un giudizio sui fatti della settimana
Non neghiamoci nulla
Un Ristorante, un piatto...
Pan per focaccia
Scrivi a Roberto
Specialità
Articoli scelti
I Libri
I libri!
Link
Siti amici
Appuntamenti
Roberto in TV e dal vivo
Contatti
Contatta Roberto

Spedisci questo articolo

Tutti gli articoli della sezione

Gli Ultimi 20 articoli
I SILENZI E LE SCOPERTE
7 Maggio 2010
 
APPUNTAMENTI PER LA BALLATA
26 Novembre 2009
 
APPUNTAMENTI PER LA BALLATA
26 Novembre 2009
 
RICORDI
14 Ottobre 2009
 
ADDIO CANDIDO
22 Febbraio 2009
 
NON E' UN PAESE DI VECCHI
13 Novembre 2008
 
NEL NOSTRO PICCOLO
19 Ottobre 2008
 
BUON COMPLEANNO E GRAZIE CECILIA
13 Aprile 2008
 
BUON ANNO
3 Gennaio 2008
 
TICKET
2 Ottobre 2007
 
BLOG
27 Settembre 2007
 
WALKABOUT
12 Aprile 2007
 
UN ALTRO NATALE
19 Dicembre 2006
 
ONDA SU ONDA
26 Ottobre 2006
 
ADDIO GIACINTO
5 Settembre 2006
 
TI VOGLIO BENE GIANLUCA
28 Giugno 2006
 
SVIZZERA, GERMANIA E ALTRI VUOTI A PERDERE
16 Giugno 2006
 
INTERCETTAZIONI
4 Maggio 2006
 
INTERCETTAZIONI
4 Maggio 2006
 
SPIRITO OLIMPICO
13 Marzo 2006
 

IL RAZZISMO POLITICAMENTE CORRETTO


Ricevo questa lettera e volentieri pubblico.


Caro Roberto,
ti scrivo sapendoti da sempre sensibile alla causa di quelli che Brera chiamava, affettuosamente, "fratelli grassi". Non so quanto ti possa interessare l'universo, elegante e un pò snobistico, della lirica: ma saprai meglio di me che in questi giorni, sotto ai riflettori della Scala milanese, si è assistito ad una vergognosa e deliberatissima forma di discriminazione. "Fisica", dicono alcuni. Quasi razziale, aggiungo io. Il tenore Stuart Neill, di indubbio talento ed effettiva "voluminosità" corporea (ma non è l'unico nel settore, anzi) ha subito un feroce ed esplicito attacco da parte di gruppuscoli di presunti melomani. Il motivo: centrate e legittime critiche tecniche? Assolutamente no: il girovita. Basta sfogliare le pagine del Corriere per apprendere come una qualsiasi Marta Marzotto (sul cui giudizio preferisco esimermi) si dichiari "turbata dalla grassezza e dalla bruttezza" di Neill, ammiccando ad un fiume in piena di commenti velenosi, allusioni umilianti, "stroncature" di surreale cinismo. Eccettuato un gentleman come Paolo Isotta - che, non a caso, preferisce parlare di musica, punzecchiando semmai la performance canora-, i profeti in patria del "bello" hanno vomitato ilarità sulla "presenza inadeguata" del tenore. E allora, mi domando: il talento, la verve, il carisma di un artista si misurano con il compasso? Non abbiamo forse sbandierato sino all'altro ieri una "perla rara" come Pavarotti, che di certo non svettava per le forme adamantine? Forse, ma si può sempre soprassedere. Nel bene o nel male, ci siamo adeguati ai canoni talvolta ipocriti del politically correct: ma quando c'è di mezzo un "grassone", il bon ton non regge alla verifica della realtà. E l'arroganza morale e "fisica" di certi esteti a buon mercato finisce per fare da padrona.

Alberto Magnani
Studente liceale e giornalista

9 Dicembre 2008




© 2010 Roberto Perrone

webmaster@robertoperrone.it